Primi passi con il Bullet Journal

10 Mag, 2017 | Felicità

Cos’è il Bullet Journal

Ho sempre avuto un rapporto difficile con le agende classiche perché mi sentivo imbrigliata nella struttura troppo rigida. Così per tutta la vita ho cercato di farmi l’agenda da sola, partendo da un semplice taccuino, ma ho sempre fallito perché perdevo la bussola per colpa della troppa libertà. Poi un giorno sono inciampata nel Bullet Journal e ho visto la luce.

Il Bullet Journal, per gli amici BuJo, è un metodo di pianificazione inventato da Ryder Carroll. L’idea di base è così semplice da sembrare addirittura banale: procurati un taccuino e una penna e tieni traccia delle tue scadenze e dei tuoi impegni. Nella sua semplicità però l’idea è assolutamente geniale. Tant’è che il Bullet Journal è diventato un fenomeno virale. E al di là dell’hype, giuro che funziona.

Se è la prima volta che senti parlare di Bullet Journal e ti è venuta voglia di saperne di più, ti consiglio di leggere l’articolo di Barbara Ronca di Doppioverso, che spiega bene cos’è il Bullet Journal: ti aiuterà a capire le basi del metodo e ti darà alcuni utili riferimenti per approfondire.

Il mio Bullet Journal

Quando ho deciso di dare una chance al Bullet Journal, ho preso un taccuino a righe da Tiger e poco altro. All’inizio ho applicato il metodo con un certo rigore. Dopo qualche mese ho capito cosa funzionava per me e cosa no e ho trovato la mia strada. Ho fatto il grande passo e mi sono convertita al Leuchtturm1917 e visto che sono una cartopazza mi sono rifornita di penne, pennarelli, evidenziatori che pensavo fossero essenziali.

Le sezioni di cui non potrei mai più fare a meno sono l’indice, il future log, la visione mensile, il tracker delle entrate e delle uscite, la visione settimanale e ovviamente i giornalieri.

Da quando uso il Bullet Journal la mia vita è più semplice. Da una parte, pur essendo scorderella non mi dimentico più di fare le cose; dall’altra, pur essendo fondamentalmente una pigra, faccio le cose perché la gratificazione che provo quando metto il segno di spunta accanto alle varie incombenze che mi toccano non ha prezzo.

Perché il Bullet Journal funziona

Ci ho riflettuto a lungo e ho capito perché il Bullet Journal funziona:

  • Non è né un’agenda né taccuino, ma è un po’ agenda e un po’ taccuino. Io lo uso per pianificare ma anche per cose più frivole, disegnetti inclusi.
  • È strutturato ma flessibile. Ti costringe a fissare dei paletti, ma ti lascia comunque un grande margine di libertà.
  • Concilia pianificazione e creatività. Per me il punto centrale resta la pianificazione, ma con il Bullet Journal riesco a dare sfogo alla creatività, non solo con i disegnetti ma anche con l’ideazione di spread e tracker su misura per me e per le mie esigenze.

Cosa ti serve per cominciare

Il mio kit essenziale comprende:

  • Il taccuino: un Leuchtturm1917 A5 puntinato. Dopo averlo provato, non tornerei mai indietro perché il puntinato è l’invenzione del secolo, la carta è dello spessore giusto, e le pagine sono già numerate (cosa che, per una pigra come me, è una manna dal cielo).
  • La penna: la gel Muji 0.38. Ho provato anche la 0.5 ma niente, non c’è paragone. La 0.38 è la penna che amo alla follia. Il tratto è sottile ma deciso, il gel si asciuga a una velocità supersonica, quindi non sbava e soprattutto non “passa” il foglio.

Essendo una cartopazza e dilettandomi non solo con i disegnetti ma anche con il lettering, mi sono procurata un po’ di cosette non proprio essenziali ma di cui non riuscirei a fare a meno:

Dai una chance al BuJo

Se vuoi dare una chance al Bullet Journal non devi necessariamente spendere l’equivalente di un mese di affitto per comprare di tutto e di più. Puoi tranquillamente iniziare con un quadernaccio e una biro.

E non devi nemmeno avere chissà quali talenti artistici. Perché i disegnetti possono anche essere simpatici e carucci, ma non sono la parte fondamentale.

Ma dammi retta: provaci e ti stupirà.

♫ Migrazioni – Cristina Donà

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