Cos’è il Bullet Journal?

18 Set, 2017 | Felicità

Cos’è il Bullet Journal?

Secondo il suo inventore, il designer newyorchese Ryder Carroll, il Bullet Journal è un sistema analogico che serve a tenere traccia del passato, a organizzare il presente e a pianificare il futuro. Secondo me, che pure non ho inventato niente, il Bullet Journal è qualcosa di più.

Fin da bambino, Carroll ha sofferto di un disturbo da deficit dell’attenzione. Come molte persone afflitte da questa sindrome, faceva fatica a concentrarsi su una sola cosa per volta. Dopo aver provato diversi metodi fallimentari, che non lo hanno aiutato a risolvere il suo problema, ha deciso di progettare il suo metodo. E così è nato il Bullet Journal.

A me non è stato diagnosticato un disturbo da deficit dell’attenzione e molto probabilmente non è stato diagnosticato nemmeno a te. Eppure mi capita spesso di fare fatica a concentrarmi su una sola cosa per volta. Perché sono piena di impegni, di cose da fare. Vivo in modalità multi-tasking e ho mille cose per la testa: il lavoro, le scadenze, la casa, la famiglia, gli amici. E stare dietro a tutto è difficile. Non ti dico niente di nuovo, vero? Scommetto che siamo sulla stessa barca.

Un sistema per sconfiggere i mostri

Quando mi ritrovo a pensare che non ce la farò mai, mi fermo un attimo. Respiro e cerco di sgombrare la mente. Razionalizzo e mi dico che non devo fare tutto e subito. Cerco di stabilire le priorità: di capire cosa devo fare, cosa dovrei fare e cosa potrei fare. E dopo aver stabilito le priorità, cerco di sconfiggere il mostro.

Qualche mese fa, sulla mia to-do list c’era scritto: “Fare il sito”. Ogni volta che leggevo quelle quattro parole distoglievo lo sguardo, individuavo un’altra cosa sulla mia to-do list e passavo a quella. Eppure “Fare il sito” era una priorità. Ma io preferivo nascondere la testa sotto la sabbia, lasciavo passare il tempo, e il mostro diventava sempre più terrificante.

Così mi sono chiesta perché avevo tanta paura del mostro. E non è stato difficile trovare la risposta. Avevo paura perché era abnorme. Quindi ho provato a guardarlo un pezzo alla volta. Com’era fatto? Aveva una testa, due occhi, due orecchie, una bocca, due braccia, un tronco, due gambe. E quando ho cominciato a non vederlo più come un’entità enorme, ma come una somma di pezzi, ho smesso di avere paura. Avevo neutralizzato il mostro.

Ho un piano

Sulla mia to-do list non c’era più un mostro, c’era un piano. Un piano è semplicemente un elenco di piccole cose che, tutte assieme, fanno una cosa grande.

“Fare il sito” era una cosa enorme e quindi spaventosa. Ma fare il sito significava fare tante cose piccole e innocue: registrare il dominio, comprare l’hosting, scegliere un tema, installare i plug-in, disegnare l’architettura, progettare il template delle pagine, scrivere i testi. Tutte cose che prese una alla volta mi sembravano piccole, innocue, alla mia portata e decisamente fattibili.

Ecco cos’è secondo me il Bullet Journal, non solo un sistema di pianificazione, ma un metodo infallibile per neutralizzare e sconfiggere i mostri.

♫ Il mostro – Samuele Bersani

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