Cosa ho imparato da Rovazzi

17 Lug, 2018 | Lezioni

Tutti pazzi per Rovazzi

Quando dico che mi piace Rovazzi, di solito mi becco uno sguardo che è un misto di compassione e orrore. Anche perché, il più delle volte, lo dico a gente che va in visibilio per Motta.

Rovazzi l’ho perfino inserito nella lista ristretta delle persone che mi ispirano, accanto a mostri del calibro di Kubrick e Roth.

E perché Rovazzi sta lì, assieme a mostri sacri del calibro di Kubrick e Roth? Perché anche lui, a suo modo, è un genio rivoluzionario.

Dico di più. Io l’ho capito tardi. Ai tempi di Andiamo a comandare non è che mi strappassi i capelli per Rovazzi. Forse perché un pezzo che cominciava con un feat. di Fedez non poteva che indispormi. O forse perché non mi ero ancora liberata dall’idea malsana che il pop uccide l’anima, strascico dei miei vent’anni.

Con Tutto molto interessante è cambiato qualcosa. Sono entrata nella fase: Uhm, questo Rovazzi si merita una chance. Ma la svolta è arrivata con Volare. La prima volta che ho visto il video sono rimasta senza parole. Quel pezzo mi ha accompagnata per tutta l’estate ed è addirittura finito nella mia playlist-manifesto. E a distanza di un anno, ogni volta che lo ascolto, mi fa ancora volare altissimo.

Ma con Faccio quello che voglio, il buon Rovazzi ha veramente alzato l’asticella. E mi ha dato anche una gran bella lezione che spero possa insegnare qualcosa anche a te.

Rovazzi è un’anomalia

Nel panorama musicale italiano, Rovazzi è un’anomalia. Ed è un’anomalia perché pure se sbanca regolarmente in FIMI e fa numeri spaventosi su YouTube, non è né un musicista, né un cantante, né un rapper.

Rovazzi non è niente, eppure fa di tutto. Canta, scrive, sceneggia, dirige, recita, monta, procaccia sponsor, produce e chissà che altro.

Un po’ come chi ha un piccolo business come il mio e come il tuo da mandare avanti, se ci pensi.

Che tu sia un graphic designer o un architetto, un traduttore o un artigiano, mica fai solo quello, cioè il tuo lavoro.

Se racconti e promuovi la tua attività online, sicuramente ti è capitato, e ti capita tutti i santi giorni, di dovere imparare e di dover fare tantissime cose che esulano dal tuo campo. Magari a smanettare con WordPress, o a scrivere post del blog in ottica SEO, a fare un minimo di videoediting, e di sicuro a gestire i tuoi canali social.

Insomma, sei come Rovazzi. Sei anche tu un’anomalia.

Dalle anomalie nascono i diamanti

Se Andiamo a comandare non avesse funzionato, non sarebbe stato un dramma. Se al successo clamoroso di Andiamo a comandare, fosse seguito un flop, avremmo bollato Rovazzi come l’ennesimo fenomeno da un’estate e via e non ci avremmo più pensato. La storia, però, è andata in maniera diversa.

Rovazzi non era nessuno, non era niente, era un’anomalia e un outsider. Perciò ha potuto cogliere al balzo un’opportunità straordinaria: quella di provare a fare qualcosa di diverso, qualcosa di nuovo, qualcosa di originale.

Ed è la stessa opportunità che dovremmo cogliere al balzo anche noi che mandiamo avanti un piccolo business.

Per esempio smettendola di fare quello che fanno tutti gli altri, di seguire le formulette pseudo-magiche per avere un feed perfetto, per scrivere il post perfetto, per spedire la newsletter perfetta. Dove perfetto, in realtà, significa di plastica.

Perché è dalle anomalie, e non dalle copie di mille riassunti, che nascono i diamanti.

Faccio quello che voglio

Fino a qualche giorno fa, c’erano dei pezzi del puzzle Rovazzi che non riuscivo a incastrare.

Perché è diventato testimonial della Panda? Perché ha interpretato un ruolo da protagonista in un film? Perché quest’inverno non ha fatto un singolo? Perché si è separato da Fedez?

Ci sono voluti nove minuti per trovare la risposta.

Per realizzare un video come Faccio quello che voglio ci vuole tempo, ci vogliono competenze e mezzi tecnici, ci vuole budget. E nessuna di queste cose ti cade dal cielo.

E Rovazzi, che mi pare un ragazzetto quadrato e con le idee chiare, queste cose è andato a prendersele, diventando testimonial della Panda, interpretando un ruolo da protagonista in un film, rinunciando al singolo dell’inverno, e separandosi da Fedez. E cosi è nato il diamante.

Per me, è stata una piccola folgorazione. Anche perché è arrivata in un periodo molto particolare per me e per il mio business. Nel momento in cui ho congelato Instagram perché sto totalmente ripensando il mio modo di stare su quel social, nel momento in cui mi accingo a lanciare una novità alla quale cui tengo molto (saprai tutto tra qualche giorno se sei iscritto alla newsletter; se invece non sei iscritto, ti tocca aspettare fino alla fine dell’estate, oppure puoi iscriverti e tagliamo la testa al toro). E soprattutto nel momento in cui mi appresto a iniziare a lavorare al planning per l’anno prossimo.

Grazie a Rovazzi, credo di aver fugato tutti i dubbi e di essere pronta a fare quello che voglio.

♫ Faccio quello che voglio – Fabio Rovazzi

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