Mal di stomaco

5 Mar, 2018 | Strategie

Un fuori programma per evitare la gastrite

L’altro giorno ho scritto e pubblicato un post che non era previsto, che non era in programma, che non era contemplato nel mio piano editoriale.

Il fatto è che non sono riuscita a trattenermi.

A ogni persona che su Facebook o Instagram scriveva di avere aperto un account su questo nuovo social, Vero, mi veniva il mal di stomaco.

E a ogni fitta allo stomaco, pensavo: Forse dovrei scriverci su qualcosa. E sì, dovevo. La conferma me la dà il fatto che quel post, in meno di una settimana, è stato letto da centinaia di persone.

Certo, avrei potuto scrivere, lasciare tutto in bozza, e aspettare. Ma la pazienza non è una delle mie virtù. E soprattutto, se avessi lasciato tutto in bozza e aspettato, mi sarebbe venuta la gastrite.

Pensare prima di fare

Io non sono nessuno.

Non sono una guru del web, non parlo di funnel marketing e growth hacking. Non sono nemmeno una che scrive libri, che tiene corsi.

Non faccio cose fighe. Faccio semplicemente il mio lavoro.

Però il web lo conosco. Lo bazzico da oltre vent’anni. E da quasi dieci anni ci lavoro. Quindi ogni tanto mi concedo di peccare di presunzione e di sentirmi legittimata a dire la mia.

Non ho la pretesa di insegnare niente a nessuno, né a chi sa, né a chi pensa di sapere, né a chi sa di non sapere. Ma ho l’ambizione di offrire qualche spunto che stimoli riflessioni, quello sì.

Perché alle volte ho l’impressione che facciamo, facciamo, facciamo. Ma che non ci fermiamo abbastanza spesso a pensare, prima di fare.

I lavori basta poco che ce vo’

Qualche tempo fa mi sono lagnata pubblicamente. Mi lagnavo di quelli che si occupano di altro e vogliono insegnarti a fare il tuo lavoro. Succede spesso, soprattutto se il tuo lavoro è uno di quelli che all’apparenza sono alla portata di chiunque, un lavoro basta poco che ce vo’.

Il mio lavoro è uno di quelli. E forse anche il tuo lavoro è uno di quelli.

Duemila euro per un sito? Sei pazzo? Mio cugino me lo fa per cento euro.

Cinquecento euro per un logo? Ti sei bevuto il cervello? Mio nipote me lo fa per cinquanta.

Venti euro a cartella per tradurre una brochure? Guarda, mi arrangio con Google Translate.

Ho sempre mal di stomaco

Fino a qualche anno fa, di fronte a episodi di questo tipo, mi arrabbiavo e facevo le litigate. Oggi no. Saranno i capelli bianchi che mi hanno fatta diventare così zen?

Non mi arrabbio più, non faccio le litigate, ma mi viene il mal di stomaco purtroppo.

Posso fare la brava, bere meno caffè, fumare meno sigarette, ma la gastrite è sempre lì.

Perché le persone aprono account su Vero, perché si fanno fare il sito dal cugino e il logo dal nipote, perché traducono le brochure con Google Translate.

Perché stanno male sul web: senza una strategia, senza un obiettivo, senza un’idea di business.

E certo, non è un mio problema, ci mancherebbe. Tra l’altro quelle persone sono quanto di più lontano possa esserci dal mio cliente ideale, quello con cui lavoro o mi piacerebbe lavorare, quello per cui scrivo post sul blog, newsletter e contenuti sui social.

Dirette su Instagram

Però ogni tanto anche il mio cliente ideale e il mio lettore ideale cascano nel tranello.

Il webmaster che si vede rifiutare un preventivo da duemila euro per un sito, il graphic designer che pensa di dover giocare al ribasso perché non tutti sono disposti a pagare cinquecento euro per un logo, il traduttore che si sfoga dileggiando le perle delle traduzioni automatiche.

E a me torna potente la gastrite.

Così ho pensato di fare un esperimento. L’obiettivo è semplice ed egoistico: salvaguardare la mia salute. Ma magari, mentre mi evito qualche bruciore di stomaco, a te offro qualche spunto che potrebbe stimolare la riflessione.

L’esperimento è questo: inauguro una nuova serie di dirette, intitolate Mal di stomaco. Le faccio su Instagram. Una volta al mese. E parlo di cose che mi fanno venire la gastrite. Be’, ovviamente lascio perdere le cose che non c’entrano, tipo quelli che parcheggiano sulle strisce pedonali, o che usano gli accenti e gli apostrofi a caso. Parlo di cose che mi fanno venire la gastrite ma che hanno a che fare con il business, con il branding, e con le strategie web.

Quindi le dirette mensili passano da due a tre.

E per ricapitolare, questi saranno gli appuntamenti di marzo:

Le dirette su Instagram, a differenza delle altre, non le salvo e non le carico su YouTube. Quindi per seguirle, ti toccherà ricordarti di collegarti e partecipare al live.

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