Basta frasi motivazionali

24 Giu, 2019 | Lezioni

Basta frasi motivazionali

Non amo le frasi motivazionali. Anzi, non le sopporto proprio.

Ogni volta che me ne capita una sotto agli occhi – e succede spesso, ahimè – mi viene l’orticaria.

E sai perché? Perché la maggior parte delle frasi motivazionali che spopolano – in particolare su Instagram e su Pinterest, ma anche sui taccuini dove annotiamo i nostri pensieri, sui mug dai quali sorseggiamo le nostre tisane e sulle stampe incorniciate e appese sulla parete di fronte alle nostre scrivanie – non sono altro che concentrati di banalità.

E non di quella banalità buona di cui parlavo qui, ma di quella banalità che qualcuno ha definito pseudo-profound bullshit – non c’è bisogno della traduzione, vero?

Pseudo-profound bullshit

Lo ammetto, anch’io ho i miei scheletri nell’armadio: collezioni di Smemo riempite proprio di pseudo-profound bullshit. Grandi classici che vanno da Non può piovere per sempre a Non accontentarti dell’orizzonte, cerca l’infinito.

Ma, a mia discolpa, avevo quindici anni. Nel frattempo è passato un lustro, la vita ha fatto il suo corso, ho imparato cose. Una su tutte: la realtà è complessa.

E quando ho capito che la realtà è complessa, ho dovuto fare una scelta. Ho dovuto decidere se volevo essere una che semplifica la complessità oppure una che la complessità la affronta.

Semplificare la complessità

Certo, semplificare la complessità paga, soprattutto sul breve termine.

Se scrivi cose del tipo: Ti svelo tutti i segreti per avere successo su Instagram oppure: Da zero a cento clienti in un mese i like e i clic fioccheranno, e magari fioccheranno pure gli acquisti. Ma poi?

A questo proposito, qualche tempo fa, sulla mia timeline di Facebook è apparso un annuncio sponsorizzato. Mi ha colpito perché c’erano tantissimi commenti, e sono andata a leggerli. Ma, sorpresa!, erano quasi tutti commenti di persone deluse di aver comprato l’ennesimo corso pacco.

Già, perché spesso semplificare la complessità equivale a vendere fumo. O fuffa.

Frasi da dimenticare

Ok, ma che c’entrano le frasi motivazionali?

Be’, per me le frasi motivazionali sono l’anticamera di quella cosa lì, della semplificazione della complessità che è fuffa.

Non è vero che se vuoi puoi, non sempre almeno. Io, per esempio, da piccola sognavo di diventare una popstar. Però sono nata stonata come una campana. E se avessi sognato di diventare una ballerina classica, magari l’étoile di un teatro d’opera, non avrei potuto, perché sono nata anche con i piedi piatti. E se avessi sognato di diventare un chirurgo di fama mondiale sarei cascata male, perché la manualità non è mai stata il mio forte.

Non è vero che alcune volte vinci e tutte le altre volte impari. Certe volte perdi e non impari proprio niente. Certe volte i fallimenti sono solo fallimenti, non occasioni e opportunità. E in quei casi non ci sono lezioni da imparare, c’è solo da aspettare che passi, e poi provare a rialzarsi.

E che dire di Non puoi piacere a tutti, non sei la Nutella? Il trionfo dello struzzismo, cioè dell’arte di nascondere la testa sotto la sabbia e autoassolversi, quando invece sarebbe molto più sensato e proficuo chiedersi: perché quello che ho detto/scritto/fatto non è piaciuto a certe persone? È un problema loro o è un problema mio? Era sbagliato il messaggio? Era sbagliata la forma? Potevo dirlo/scriverlo/farlo meglio?

Affrontare la complessità

Se avessi una bacchetta magica, farei scomparire dalla faccia della terra le frasi motivazionali, gli slogan un tanto al chilo, le risposte semplici alle domande difficili.

E moltiplicherei le domande, le moltiplicherei all’infinito. Perché solo se ci facciamo domande su domande possiamo affrontare la complessità.

Se ci va di farlo su un quaderno con una copertina color pastello, con gli unicorni e le stelline, e con la scritta Dream big va benissimo. L’importante è che quel quaderno non rimanga incellophanato e immacolato. Quel quaderno dobbiamo riempirlo di idee, di pensieri e di scarabocchi. E, se è il caso, ogni tanto possiamo anche strappare via qualche pagina. E ricominciare a massacrarlo.

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