5 qualità da coltivare per essere professionisti migliori

25 Mar, 2019 | Business

Tutti noi ci teniamo a essere professionisti competenti e affidabili. È per questo che studiamo, che non smettiamo mai di formarci e aggiornarci, di imparare cose nuove, incluse quelle che esulano un po’ dai nostri campi di specializzazione ma che magari ci servono per raccontare e promuovere la nostra attività online.

Insomma, ci sforziamo di acquisire, consolidare e tenere in allenamento quelle che vengono definite hard skills e soft skills.

Tutto giusto, se non addirittura sacrosanto. Ma non dovremmo sottovalutare un terzo tipo di competenze: le life skills. Perché le life skills possono renderci davvero professionisti – e persone – migliori.

Hard skills

Le hard skills sono quelle competenze che hai acquisito sui banchi di scuola, spaccandoti la testa sui manuali universitari, durante il tirocinio e con l’esperienza sul campo. E sono competenze imprescindibili.

Un medico deve saper fare diagnosi e prescrivere terapie. Un ingegnere deve saper progettare strutture che non crollano. Un commercialista deve saper compilare e trasmettere una dichiarazione dei redditi. Un web designer deve essere in grado di realizzare siti belli che ballano. E via discorrendo.

Soft skills

Le soft skills, invece, sono competenze trasversali. Sono competenze a volte innate, ma che si possono sviluppare ulteriormente o addirittura imparare da zero. E che nella maggior parte dei casi si rivelano utili un po’ in tutti i mestieri e in tutti i settori.

L’attitudine a lavorare in team, per esempio, può essere molto utile sia a un medico che a un ingegnere, sia a un commercialista che a un web designer. Così come la propensione al problem solving o la capacità di gestire lo stress.

Life skills

E poi ci sono le life skills, di cui si parla molto meno, anche se sono quelle che fanno la differenza. Io non le definirei nemmeno competenze ma piuttosto qualità.

In particolare, secondo me sono 5 le qualità (o life skills, se preferisci) che dovremmo coltivare per essere professionisti migliori:

  • la curiosità
  • la disciplina
  • la creatività
  • il coraggio
  • l’empatia

Curiosità

Fuori dalla nostra bolla, fuori dal nostro piccolo mondo succedono cose interessanti, di cui spesso siamo del tutto ignari. La nostra natura ci porta a creare relazioni con i nostri simili, con i membri della tribù alla quale sentiamo di appartenere. Eppure, quando si risveglia la curiosità, se non la mettiamo a tacere ma la assecondiamo e ci facciamo un giretto fuori dal perimetro all’interno del quale ci siamo auto-reclusi, abbiamo l’occasione di imbatterci nella meraviglia, di sperimentare lo stupore, di scoprire che altri modi e mondi sono possibili. Del resto, lo diceva Baudelaire: discendere l’Ignoto per trovarvi, nel fondo, al fine, il nuovo!

Un consiglio: se online segui solo ed esclusivamente colleghi e competitor, professionisti del tuo giro (qualsiasi cosa significhi) prova ad ampliare i tuoi orizzonti. Non te ne pentirai.

Disciplina

Genio e sregolatezza? No, grazie. Sfatiamo questo falso mito, una volta per tutte. Per fare grandi cose, ma anche per fare cose meno grandi, occorre essere disciplinati. I grandi artisti, i grandi sportivi non sarebbero diventati grandi se avessero puntato solo sul genio e sul talento. Sono diventati grandi perché si sono fatti il mazzo, ogni santo (o maledetto, dipende dai punti di vista) giorno. Hai mai letto Open, l’autobiografia di André Agassi? Ecco. Ma se vai a scavare e a indagare, scoprirai che probabilmente il tuo scrittore, regista, compositore preferito aveva una routine abbastanza rigida, e che è stato proprio grazie a quella routine che ha creato quello che è riuscito a creare.

Un consiglio: se non hai una routine, createla: fissa dei paletti, imponiti orari e abitudini. E soprattutto comincia a pianificare. All’inizio potrebbe essere dura, ma col tempo potrebbe essere la svolta.

Creatività

Non sai ballare, non sai cantare, non sai recitare, non sai disegnare e non hai l’hobby del DIY? Questo non significa che tu non sia creativo. La creatività, secondo me, non riguarda tanto il fare quanto l’osservare e il pensare. E magari trovare un modo nuovo e originale per mettere assieme pezzi che già esistono. Come un beatmaker che crea strumentali nuove e originali partendo dai campionamenti. A questo proposito, se non l’hai ancora fatto, dovresti leggere Ruba come un artista di Austen Kleon.

Un consiglio: se quando apri Instagram vedi solo flatlay, tazzine di caffè, fiori secchi e colori pastello, e se anche il tuo feed è tutto un flatlay condito da tazzine di caffè, fiori secchi e colori pastello, chiediti se potresti battere un’altra strada e differenziarti. Potrebbe valerne la pena.

Coraggio

Non prendiamoci in giro, ci vuole coraggio, eccome se ce ne vuole. E se sei un freelance, un libero professionista o il titolare di una piccola attività sai benissimo di cosa sto parlando. Ci vuole coraggio per preferire questa vita a quell’altra, quella fatta di orari fissi, ferie, malattia e stipendio accreditato sul conto corrente il 27 di ogni mese. Ma quel coraggio, da solo, non basta. Bisogna avere anche il coraggio di essere sé stessi, di parlare solo a determinate persone, il coraggio di cambiare quando le cose non funzionano, il coraggio di di lasciare andare prodotti che hanno esaurito il loro ciclo di vita.

Un consiglio: sii coraggioso ma non avventato, e se decidi di lanciarti bada sempre ad avere con te un paracadute; ma quando ti ritrovi a dover fare una scelta, grande o piccola che sia, pensaci prima di scartare quella che ti fa più paura, perché sarà anche la più rischiosa ma forse anche quella che ti darà maggiori soddisfazioni.

Empatia

Non mi dilungherei più di tanto sull’empatia. Lascio la parola a chi ne sa più di me. Aggiungo solo che se hai deciso di raccontare e promuovere la tua attività online, senza empatia non andrai lontano, perché senza empatia non riuscirai mai a metterti nei panni dei tuoi potenziali clienti e di conseguenza non riuscirai a costruire relazioni e nemmeno a creare contenuti, servizi e prodotti che funzioneranno.

Un consiglio: anche se non sei un attore, prova a seguire il metodo Stanislavskij, in particolare la parte che riguarda il magico se, per metterti nei panni dei tuoi potenziali clienti. In soldoni significa che dovresti chiederti: Se fossi lui/lei (cioè il potenziale cliente) come mi comporterei? Di cosa avrei bisogno, di cosa avrei voglia, cosa penserei, cosa direi? Ho dimenticato qualcosa? Secondo te ci sono altre qualità che dovremmo coltivare per essere professionisti migliori?

 

Ho dimenticato qualcosa? Secondo te ci sono altre qualità che dovremmo coltivare per essere professionisti migliori?

♫ Skillato – Vaz Tè

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