La prima volta che ho fatto un video

8 Gen, 2019 | Lezioni

La prima volta che ho fatto un video ho preso il telefono, l’ho accroccato a un cavalletto di fortuna e ho premuto play. Poi mi sono accorta che era troppo lungo, che c’erano troppi momenti morti. Ho aperto Movie Maker, programma che neppure sapevo di avere sul pc, e mi sono lanciata nel mio primo, incosciente tentativo di video editing. In realtà, ho giusto velocizzato alcune parti e fatto, credo, non più di due o tre tagli a casaccio.

La prima volta che ho fatto un video faceva schifo. E ci sta. Poi era anche un video scemo, un gioco tra amiche. Avevo da poco scoperto lo sfavillante mondo dei tutorial sul make-up e avevo girato questa cosa – francamente oscena – dove facevo vedere alle mie amiche come mi truccavo io tutti i giorni, in un lasso di tempo compreso tra i 5 e i 10 minuti.

La prima volta che ho fatto un video ho capito che mi sarebbe piaciuto imparare a fare dei video migliori, quasi decenti.

Fare video per raccontare e promuovere un’attività online

Era da un po’ che pensavo di cominciare a fare video per raccontare e promuovere il mio lavoro, la mia attività. Avevo un sacco di idee ma pochissimi mezzi e nessuna competenza.

Ho passato un bel po’ di tempo a guardare video che spiegavano come realizzare video. Molto basic, tra l’altro. Quelli che: Bastano il telefono e la luce che entra dalla finestra. Ah sì, e magari un microfono, ma possono andare bene anche gli auricolari.

Ho seguito quelle indicazioni e quei consigli e ho fatto qualche video con quello che passava il convento: il telefono, la luce naturale, il microfonino scrauso.

Solo che i miei video continuavano a fare schifo.

Ma che davvero? Ne vale la pena? Chi me lo fa fare?

Ho passato altro tempo a guardare video che spiegavano come realizzare video. Un po’ meno basic, però. Ore e ore e ancora ore di video che parlavano di fotocamere, microfoni, luci artificiali, inquadrature, set, transizioni, effetti, script. E a un certo punto ho pensato: Ma che davvero? Ne vale la pena? Ma chi me lo fa fare?

Nel frattempo sono inciampata in un altro programma di video editing, che si chiama Filmora, e che ho scoperto seguendo i tutorial di Silvia Bevilacqua su YouTube. Ho cominciato a smanettarci e mi sono accorta che mi piaceva più di Movie Maker – cosa anche abbastanza ovvia.

I miei video continuavano a fare schifo, ma forse un pizzico meno di prima.

Non basta puntarsi in faccia uno smartphone per fare dei video (che non facciano schifo)

Poi è arrivato il momento della verità. Il momento in cui mi sono trovata davanti a un bivio e ho dovuto rispondere a una domanda scomoda, e cioè: Cosa vuoi fare, cara Chiara? Li vuoi fare o no, questi video? Perché se li vuoi fare, devi proprio cambiare rotta. Perché i video che fanno schifo non servono né a te né alla tua attività.

E dopo aver risposto a quella domanda scomoda, ho accettato il fatto che no, non basta puntarsi in faccia uno smartphone per fare dei video (che non facciano schifo).

Non è una questione di attrezzature, non solo. Perché come ho imparato sulla mia pelle durante questo viaggio, le attrezzature contano fino a un certo punto.

Sono più importanti le idee, i contenuti. Ma anche la forma è contenuto. Perciò un video nel quale magari dico cose interessantissime, se mi si vede solo mezza faccia o se la mia voce sembra il rantolo di un moribondo, sarà un video che fa schifo.

Imparare a chiedere aiuto

Ho fissato un budget, ho passato giorni a studiare caratteristiche e specifiche di fotocamere, microfoni, treppiedi e set di luci, e alla fine ho comprato quello che mi serviva. Ovvero quello di cui avevo bisogno per realizzare il tipo di video che volevo realizzare.

E poi ho chiesto aiuto. Perché è vero che dobbiamo imparare a fare le cose che non sappiamo ancora fare. Ma è altrettanto vero che dobbiamo imparare a chiedere aiuto quando da soli non ce la facciamo. Ma questo è un argomento che mi sta troppo a cuore per essere relegato in un paragrafetto secondario. Merita un post tutto suo. Arriverà.

I miei video non fanno più schifo

Ho continuato a fare video. Ho imparato che ancora prima di far partire la fotocamera devo sapere un sacco di cose: non solo cosa dire, ma anche come dirlo, e che avere uno script è fondamentale. Ho imparato che è molto utile sapere in anticipo cosa girerò, dove, quando, da quale prospettiva o angolazione. Ho imparato che con il video editing si possono fare magie, ma che se il girato è orripilante lo devi cestinare.

Ho imparato anche un sacco di altre cose, e tantissime altre devo ancora impararle, perché il mio viaggio è appena cominciato, la meta è lontanissima (e forse non la raggiungerò mai).

Però mi sento di dire che i miei video non fanno più schifo. O almeno fanno meno schifo di prima.

Ed è arrivato il momento di dirti che quindi, da quest’anno, ci saranno due nuovi video al mese sul mio canale YouTube.

Ogni mese, a metà mese, arriverà un video della serie Ti fidi di me? E ogni mese, ma a fine mese, arriverà un vlog della serie Vita vera da freelance (l’episodio pilota lo hai già visto?).

Quindi che dire? Ti consiglio di iscriverti al canale e di attivare la campanella così non te ne perdi uno.

E ti do appuntamento a martedì prossimo, di là, per il primo episodio di Ti fidi di me? dove analizzerò la about page di Nicoletta Miss Wonder Rain e ti darò un sacco di dritte per scrivere o riscrivere la tua about page.

♫ La prima volta – Salmo

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