Il momento giusto per fare il planning

4 Lug, 2018 | Business

Viva l’estate

Se avessi i superpoteri, sai cosa farei? Farei durare l’estate tipo nove mesi. E poi giusto un mesetto di autunno, uno di inverno, e uno di primavera. Ok, probabilmente sarebbe poco sostenibile per una serie di ragioni. Ma tanto i superpoteri non ce li ho, quindi il ciclo delle stagioni resta così com’è, e l’estate dura quello che dura.

Forse proprio perché dura troppo poco per i miei gusti, se potessi, d’estate chiuderei baracca e burattini e mi limiterei a fare pochissime cose. Essenzialmente me ne starei spaparanzata al sole dalle nove di mattina alle cinque di pomeriggio. Mangerei solo gelati, frutta, insalate e in genere cibi che non richiedono l’uso dei fornelli. Mi sparerei qualche serie tv e qualche classicone da ombrellone. E dormirei tantissimo. Stop, nient’altro.

Invece, ahimè, d’estate mi tocca anche lavorare. Perché non mi posso permettere il lusso di chiudere baracca e burattini per tre mesi tre.

Però cerco di lavorare meno, stravolgendo la mia settimana ideale e i miei ritmi abituali.

In estate, però, una cosa che riguarda il lavoro e che faccio sempre con sommo piacere c’è. Ed è il planning.

Il momento giusto è adesso

Già, ogni estate io butto giù le basi del planning per l’anno successivo. E poi continuo a lavorarci tra settembre e ottobre, per definirlo nei minimi (o quasi) dettagli.

Mi piace iniziare a lavorare al planning in estate per varie ragioni.

Prima di tutto, perché il relax, pure se parziale, stimola la mia creatività. Ma anche perché durante le vacanze o le semi-vacanze, quando cerco di lavorare meno, mi arrivano più stimoli e mi sento decisamente più pronta a raccoglierli, rielaborarli e trasformarli in qualcos’altro.

Diciamo che quando lavoro a tempo pieno, ho tutti e due i piedi e la testa nel presente. Quando rallento, invece, ho sì un piede nel presente, ma l’altro piede e soprattutto la testa sono nel futuro.

In ogni caso, che tu sia #teamestate come me o che tu sua #teaminverno (ma che davvero?), ti garantisco che questo è il momento giusto per fare il planning, o almeno per cominciare a pensarci.

Ecco perché ho pensato di darti qualche dritta per aiutarti a partire col piede giusto.

Cosa vuoi fare per il tuo piccolo business?

Comincia buttando giù una lista delle cose che vorresti fare per il tuo piccolo business. Mettici dentro tutto quello che ti viene in mente.

Non limitarti solo ai lanci dei nuovi prodotti e dei nuovi servizi, perché non di sole novità vive un piccolo business. Pensa anche ai prodotti o ai servizi che potrebbero aver bisogno di essere rilanciati.

non limitarti solo ai lanci. Concentrati sulle cose che potrebbero consolidare o fare crescere, anche indirettamente, il tuo piccolo business. Come rifare il sito, oppure seguire un corso.

Ma pensa anche a definire un budget che investirai nel tuo piccolo business (per esempio, per rifare il sito o per il tuo rebranding) e per la tua formazione (per esempio, per seguire un corso o partecipare a un evento).

Riprendi l’elenco delle cose che vorresti fare per il tuo piccolo business e per ogni voce trova:

  • un cosa
  • un perché
  • un chi.

Poi depenna dal tuo elenco tutte le voci per le quali non sei riuscito a trovare un perché e un chi convincenti.

E per ogni voce rimasta sul tuo elenco, chiediti se:

  • è realistica
  • è misurabile.

Dall’idea al progetto

Per ogni voce superstite, comincia a pensare al come. In altre parole, stila una to-do list con tutte le cose, cioè le azioni, che ti permetteranno di trasformare quella voce sul tuo elenco in un progetto.

Se in cima alla lista c’è scrivere un ebook, per esempio, la tua to-do list iniziale, che ti permetterà di trasformare l’idea in un progetto, potrebbe essere:

  • scaletta degli argomenti
  • scrittura bozze
  • editing
  • impaginazione
  • rilettura bozze
  • definizione del prezzo.

Ma l’ebook non devi solo scriverlo, devi anche venderlo. Quindi ti toccherà fare un’altra to-do list, quella delle cose da fare per lanciarlo e promuoverlo. E potrebbe essere:

  • scrivere bozze testi sales page
  • editing testi sales page
  • creazione scheda prodotto
  • upload PDF
  • test procedura di acquisto
  • post blog di anteprima
  • landing page per lista VIP (sconto ai primi 20 clienti?)
  • newsletter di lancio
  • sviluppare contenuti per 3 post blog attinenti all’ebook
  • sviluppare contenuti per 10 post Instagram attinenti all’ebook
  • sviluppare contenuti per 2 post Facebook attinenti all’ebook
  • campagna Facebook Ads.

Pronti, partenza, via!

Questo, ovviamente, è solo l’inizio. Fare un planning annuale non significa solo accatastare to-do list. Il lavoro è decisamente più lungo e complesso.

Un lavoro lungo e complesso ma non impossibile. Ma soprattutto è un lavoro fondamentale. Insomma, ti tocca.

Perché se non fai il planning o se fai un planning troppo ambizioso che non riuscirai a realizzare, a un certo punto ti renderai conto che stai navigando a vista, che stai smarrendo la strada e che la meta è lontanissima e apparentemente irraggiungibile.

♫ Estate – Negramaro

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C’è L’anno che verrà.

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