Meal plan e batch cooking

12 Lug, 2017 | Felicità

Dimenticarsi di mangiare

La mia prima vita da freelance è stata disastrosa per certi versi. Un po’ per inesperienza, un po’ perché ero giovane, un po’ perché solo a sentire la parola routine mi si accapponava la pelle. Sta di fatto che per troppo tempo sono stata una freelance abbrutita.

Una freelance abbrutita non ha orari, se non ha appuntamenti o impegni improrogabili resta tutto il giorno in pigiama, se è sotto consegna rischia di ritrovarsi con tre centimetri di ricrescita in testa. E nei periodi di superlavoro arriva perfino a dimenticarsi di mangiare.

Quando ho mollato la via da freelance per sposare quella da dipendente, sono stata costretta a civilizzarmi. Dovevo alzarmi ogni giorno quando me lo ordinava la sveglia, dovevo vestirmi, pettinarmi e magari anche darmi un filo di trucco.

Ma la più grande lezione che ho imparato durante i miei anni in ufficio riguarda il cibo. Uscendo la mattina presto, non avendo tempo di tornare a casa per pranzo, rientrando piuttosto tardi la sera, ho corso il rischio di vivere di panini e surgelati. E visto che sono una buona forchetta, all’idea provavo raccapriccio.

Così ho imparato a organizzarmi.

Pianificare i pasti e spignattare

Il sabato mattina decidevo più o meno cosa avrei mangiato la settimana dopo, controllavo cosa avevo in dispensa, buttavo giù l’elenco di quello che mi mancava e andavo a fare la spesa.

La domenica, quando svestivo i panni di Cenerentola, indossavo quelli di Ratatouille e mi mettevo a spignattare. Preparavo due o tre condimenti per la pasta e due o tre pasti da asporto, cose che potevano conservarsi in frigo per qualche giorno.

La mattina afferravo la schiscetta e me la portavo in ufficio, e la sera dovevo solo buttare la pasta. Per la cena ero coperta per l’intera settimana. Per il pranzo, invece, il giovedì arrivavano i problemi che risolvevo con un’insalatona o con una fritatta svuotafrigo. E ogni tanto usavo i buoni pasti per un sushi con i colleghi.

Anche adesso che mi sono rimessa in proprio continuo a pianificare i pasti e a cucinare la domenica gran parte delle cose che mangerò durante la settimana.

Meal plan + Batch cooking = Epic win

Questi sono i principali vantaggi che mi sento di attribuire alla combo meal plan + batch watching.

Fai una spesa sensata

Fai la lista della spesa sapendo cosa cucinerai e mangerai nei giorni a venire quindi tendi a comprare quello che ti serve ed eviti di infilare nel carrello la qualunque.
(Il cioccolato non è la qualunque, quello ci deve finire per forza nel carrello!)

Riduci gli sprechi

Visto che hai comprato gli ingredienti che userai e consumerai a breve, la roba non finirà dal frigo direttamente nella spazzatura.
(Riduzione non significa azzeramento: se prendi le melanzane per farci la parmigiana e poi ci fai il pesto, magari la mozzarella nel frattempo va a male.)

Non salti i pasti

Anche se sei sotto consegna e non ti puoi concedere più di venti minuti per pranzare, hai lo sformato in frigo: devi solo scaldarlo e mangiarlo, e venti minuti bastano e avanzano.
(Se non hai nemmeno quei venti minuti e sei pure fuori casa, entra in un panificio e addenta quello che trovi.)

Mai più panico

Quando alla fine di una giornata massacrante, spegni il pc e hai una voragine nello stomaco, non rischi di scoprire di non avere niente in frigo e di dover impiattare silenzi per cena.
(Se una sera ti fa fatica anche buttare due spaghetti e scaldare il sugo, ti meriti una pizza a domicilio.)

Un ottimo alleato: il bento

E se lavori fuori casa o sei spesso in trasferta e hai bisogno di portarti dietro il pranzo, il bento potrebbe essere un ottimo alleato.

Questo, in particolare, mi azzardo a consigliarlo vivamente perché l’ho usato per anni, quando andavo tutti i giorni in ufficio. Non è solo stiloso, ma anche validissimo. E soprattutto è personalizzabile: non solo dal punto di vista estetico ma anche dal punto di vista squisitamente funzionale

♫ Adesso e qui (Nostalgico presente) – Malika Ayane

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