Mi hanno copiato

27 Nov, 2018 | Branding

A intervalli più o meno regolari, mi capita di imbattermi in uno di quegli argomenti che mi fanno venire il mal di stomaco.

Certe volte è un post su un blog, altre volte è un commento su un gruppo Facebook, o magari è uno sfogo affidato a una sfilza di storie su Instagram.

Ogni volta mi viene voglia di rispondere, di dire la mia. Solo che poi conto fino a dieci, mi mordo la lingua, mi mangio le mani e taccio.

Il problema è che quel post, quel commento, quella sfilza di storie continuano a ronzarmi in testa. Io continuo a pensarci, a mordermi la lingua, a mangiarmi le mani e a tacere. Ma nel frattempo la gastrite fa il suo corso.

Gli argomenti che mi fanno venire il mal di stomaco, in realtà, sono tantissimi. Se dovessi elencarli tutti verrebbe fuori un tomo che al confronto Infinite Jest è un Bignami.

Ma ce n’è uno, uno in particolare, che è la mia nemesi. E cioè il sempiterno: Mi hanno copiato.

Le idee sono nell’aria

Non sono Alice nel Paese delle Meraviglie. Non credo che siamo tutti belli, bravi e buoni. Sarebbe fantastico, lo so. Peccato che la realtà sia un pelino più complessa. Infatti in mezzo a noi ci sono anche quelli brutti, sporchi e cattivi. Quelli che, a rigor di logica, potrebbero copiarci.

Ma, come scrive Elizabeth Gilbert in Big Magic, le idee sono nell’aria e sono a disposizione di tutti, o almeno a disposizione di chi riesce a raccoglierle. Perciò può capitare che due o più persone abbiano la stessa idea idea nello stesso momento.

Insomma, quando io ero gasatissima per essermi inventata lo Spotify dei libri, sicuramente Jeff Bezos stava già lavorando per realizzare Kindle Unlimited. E di esempi del genere potrei farne tanti.

Quando qualcuno ha proposto qualcosa che avevo già proposto io, perché capita a tutti prima o poi, che si trattasse di un contenuto o di un corso o di un servizio, raramente ho pensato: Mi hanno copiato.

L’ho pensato raramente, anzi non l’ho quasi ma pensato, perché conosco il processo che fa nascere un’idea. Non ci sono di mezzo fate madrine, né Muse, né lampi di genio. Ci sono semplicemente informazioni, stimoli, suggestioni che ognuno di noi elabora in modo più o meno consapevole.

E se le informazioni, gli stimoli e le suggestioni che riceviamo si somigliano o sono addirittura le stesse, magari perché guardiamo le stesse serie tv, o leggiamo gli stessi libri, o frequentiamo gli stessi social o che so io, è ovvio che si somiglieranno anche le idee che partoriamo.

Coca-Cola e Pepsi

Ogni volta che mi imbatto in uno di quei post, in uno di quei commenti, o in una di quelle storie dove qualcuno si lamenta perché gli hanno copiato un’idea, un prodotto o un servizio, penso alla Coca-Cola e alla Pepsi.

Se mi mettessero davanti due bicchieri uguali e anonimi, uno riempito di Coca-Cola e uno riempito di Pepsi e mi chiedessero di indovinare in quale bicchiere c’è l’una e in quale c’è l’altra, non so se azzeccherei la risposta. Perché, suvvia, forse una ha più bollicine e l’altra è un po’ più zuccherosa, ma alla fine della fiera sono quasi identiche.

E insomma, tutte le volte mi chiedo: Ma come avrà reagito il signor Coca-Cola il giorno in cui è arrivato il signor Pepsi a rompergli le uova nel paniere?

Purtroppo non lo so. Infatti mi piacerebbe che qualcuno scrivesse un libro o realizzasse un documentario su questa storia. Quello che so è che l’avvento della Pepsi non ha costretto la Coca-Cola a chiudere baracca e burattini. E so pure che nonostante ci fosse già la Coca-Cola, la Pepsi è comunque riuscita a conquistare la sua bella fetta di mercato.

E poi magari, quando ha creato la sua bevanda, il signor Pepsi nemmeno lo sapeva che esisteva la Coca-Cola.

Se sei unico, nessuno potrà copiarti

Insomma, davvero credi che i tuoi competitor stiano lì a spiare ogni tua singola mossa, nell’ombra, pronti a rubarti le idee? Per me è uno scenario se non proprio complottistico almeno poco verosimile.

Ma se anche fosse, pensa alla Coca-Cola e alla Pepsi. O a Nike e Adidas. O a Canon e Nikon. O a Apple e Microsoft.

E ricordati sempre che di fronte a due prodotti o a due servizi praticamente identici, nel 99% dei casi, chi sceglierà di comprare l’uno o l’altro, non lo farà per le caratteristiche intrinseche del prodotto o del servizio, ma per altre ragioni.

Ecco perché ogni volta che ti accorgi che sei sul punto di cadere nel tranello, di scrivere un post o un commento o di sfogarti sulle storie di Instagram per dire che ti hanno copiato, secondo me dovresti fare un’altra cosa. E cioè: dovresti usare quel tempo e quelle energie per migliorare tua brand identity.

E se qualcuno copierà un tuo servizio o un tuo prodotto, nel 99% dei casi, il tuo cliente ideale sceglierà comunque te. Perché in fondo, il servizio e il prodotto sono solo l’ultimo tassello di un puzzle. E se riesci a essere unico, nessuno potrà copiarti. Nemmeno se realizza una borsa che somiglia tanto alla tua, nemmeno se mette in vendita un corso che sembra identico al tuo.

♫ Bollicine – Vasco Rossi

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