Blues rosanero

29 Mag, 2017 | Lezioni

Sei la squadra del mio cuor

Tra la metà e la fine degli anni ’80 mi sono innamorata del calcio. Era l’epoca di Maradona e Van Basten. Vedendoli giocare non potevi non appassionarti al pallone. Ci ho messo qualche anno a scoprire che il calcio non era solo bellezza e vittorie. Che per ogni Maradona c’erano centinaia di Pietro De Sensi, che per ogni Van Basten c’erano centinaia di Santino Nuccio. Che c’era chi si cuciva scudetti sulla maglia e chi finiva azzoppato su campi dove c’era più fango che erba.

La svolta è arrivata con Italia ’90. A Palermo c’era l’Olanda, l’Olanda di Van Basten. Era l’occasione per vederlo da vicino ed è stata la prima volta che ho messo piede in uno stadio. Non in uno stadio qualsiasi, in quello che sarebbe diventato la mia casa.

Sono tornata allo stadio qualche mese dopo, per un’amichevole. Il Palermo ospitava la Juve del profeta in patria, Totò Schillaci. La Favorita era piena da scoppiare. E la gente si divertiva: portava sciarpe al collo, anche se era estate, sventolava bandiere, cantava e saltava. Mi ero divertita anch’io e mi dispiaceva solo che chissà quando ci sarei tornata, allo stadio. Mica sarei andata a vedere le partite del Palermo. Dai, che squadra era il Palermo? Era in serie C1, i giocatori avevano banalissimi, per niente esotici, figuriamoci.

Le cose sono andate diversamente. Non solo sono tornata allo stadio, ma ci ho passato buona parte della mia vita. Di più: ci ho vissuto alcuni dei momenti più dolorosi e più esaltanti della mia vita.

E frequentando lo stadio ho imparato alcune lezioni che mi sono tornate utili nella vita di tutti i giorni e nel lavoro. Lezioni che potrebbero tornare utili a chiunque, soprattutto a chi ha un piccolo business da lanciare o da mandare avanti.

Se ci credi, fallo

06/01/1991 – Palermo-Ternana 4-1

Famiglia al completo a casa della nonna per il pranzo della Befana. Al tg locale dicono che tra un paio d’ore il Palermo scende in campo alla Favorita per affrontare la Ternana. “Papà, ci andiamo allo stadio?”. Uno zio si inserisce: “Ma che ci devi andare a fare allo stadio che sei femmina?”.

Torno a casa con una vittoria gloriosa in tasca e una sciarpa rosanero al collo. Da quel giorno e fino alla fine del campionato, io e mio padre non ci perdiamo una partita casalinga del Palermo. Festeggio la prima promozione della mia vita: dalla C1 alla B.

Non permettere agli altri di dirti quello che puoi essere e quello che puoi fare. Sei convinto di poter essere o di poter fare qualcosa, fallo e basta.

Davide può battere Golia

30/08/1995 – Palermo-Parma 3-0

Mentre siamo in fila per entrare allo stadio, mio padre mi dice: “Non ci restare male, però. Lo sai che non c’è partita stasera”.

Ci giochiamo il passaggio del turno di Coppa Italia contro il Parma che l’anno prima è arrivato terzo in campionato e che quella Coppa l’ha vinta. Loro hanno Zola, Cannavaro, Stoichkov, Dino Baggio, Benarrivo. Noi abbiamo Galeoto, Tedesco, Vasari, anzi Ciccio, Giacomino, Tanino. Il Palermo dei picciotti, guidato dal mondellese Ignazio Arcoleo, strapazza il grande Parma di Nevio Scala, con un gol di Caterino e due di Tanino dal Borgo Vecchio.

La forza di volontà, il duro lavoro, l’impegno, lo spirito di sacrificio e la fame possono compiere miracoli. E contro ogni pronostico Davide può battere Golia.

Non bruciare le tappe

07/06/2003 – Lecce-Palermo 3-0

È il primo anno di Zamparini, un anno di transizione. Cominciamo maluccio ma all’ultima giornata di campionato siamo quinti, giochiamo a Lecce e se vinciamo andiamo in serie A. Palermo è in fermento. Trovare un posto dove vedere la partita sarà un impresa. Nel primissimo pomeriggio, Io e S. ci appostiamo fuori da un pub dove la trasmettono. Restiamo ore in macchina ascoltando Marco Masini. Quando aprono ci dicono che è tutto prenotato da giorni. Ci chiama un amico, ha un tavolo in una pizzeria, può fare aggiungere due posti per noi. Finiamo in un locale che è una bolgia.

Perdiamo, in A ci va il Lecce. Non ci restiamo nemmeno male, sapevamo che non era il nostro momento. Ma siamo già proiettati all’anno prossimo. E quello sì che sarà indimenticabile.

I grandi obiettivi non si improvvisano: vanno pianificati e costruiti. Punta in alto, ma impara a dare tempo al tempo.

Fai tesoro delle sconfitte

29/05/2004 Palermo-Triestina 3-1

Sono passati tredici anni, sono successe un sacco di cose, ma quando ci ripenso ancora mi commuovo.

Mentre abbraccio sconosciuti, piangendo di gioia, mi passano davanti agli occhi quasi quindici anni di vita alla Favorita. Rivedo lo stadio vuoto, tante sconfitte umilianti, retrocessioni per la classifica avulsa. E penso che tutti quei momenti brutti mi hanno portata a vivere questo momento magico, qui e ora.

Non è sempre tutto rose e fiori ma i momenti più brutti sono preziosi. Il successo è figlio di tante cose, anche delle peggiori sconfitte.

Puoi arrivare ovunque

31/08/2014 – Palermo-Sampdoria 1-1

Da quando vivo in Francia, seguo poco il Palermo. Guardo i risultati ma non vedo le partite e non conosco i giocatori.

Torno allo stadio dopo anni di assenza. E mi innamoro. C’è un ragazzino che sembra un bambino, infatti lo chiamano “u picciriddu”. Vederlo giocare mi incanta. Non è solo fortissimo, ha l’occhio della tigre. La sparo grossa. Dico che nel giro di qualche anno diventerà uno dei più forti del mondo e vincerà il Pallone d’Oro. Quel ragazzino sta per giocarsi una finale di Champions League. Per il Pallone d’Oro vedremo.

Non importa da dove parti. Se sei bravo e hai l’occhio della tigre puoi arrivare ovunque.

Vuoi sapere quali altre cose ho imparato da cose poco convenzionali?

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