Una splendida giornata

14 Giu, 2017 | Felicità

Che orrore, la routine!

Quando lavoravo in ufficio, le mie giornate erano tutte uguali: sveglia alle 7, dalle 9 alle 18 incollata alla scrivania, poi doccia, cena, nanna. Per me, che per gran parte della vita ero stata freelance, ritrovarmi ingabbiata in una routine così rigida era un’agonia. A un certo punto non ce l’ho fatta più, avevo bisogno di riconquistare la mia libertà.

All’inizio, smaniosa di riprendermi il mio tempo e il mio spazio, ho commesso una serie di errori madornali. Niente orari, niente abitudini, niente paletti. Mi svegliavo quando capitava, mangiavo se me lo ricordavo, lavoravo a letto. Ero passata dalla prigione della routine a quella del caos.

Un giorno ho pensato: “Non posso vivere così, quasi quasi mando un paio di CV e torno a lavorare in ufficio”. E subito dopo: “Eh no, ciccia, è una pessima idea”. E allora? Allora dovevo semplicemente trovare il modo di dare un po’ di ordine al caos per essere una freelance felice.

Così ho immaginato come volevo che fosse la mia giornata ideale, una giornata produttiva e possibilmente equilibrata, fatta di lavoro ma anche di altro.

La giornata ideale

La mia giornata ideale comincia presto, ancora prima che suoni la sveglia. Apro gli occhi verso le 6 ma resto ancora un po’ a letto, soprattutto se è inverno e fa freddo. Appena mi alzo, come un automa, vado in cucina, metto la moka sul fuoco, mi lavo la faccia e i denti, bevo il caffè e mi fumo una sigaretta. In attesa che la caffeina entri in circolo e che il lungo processo del risveglio si compia, cazzeggio un po’ su Facebook e su Instagram, guardo le previsioni meteo, sbircio i quotidiani online.

Intorno alle 7.30 sono finalmente operativa. Faccio colazione e intanto accendo il pc, apro il BuJo e ripasso la mia to-do list del giorno. Dalle 8 alle 13 lavoro. Poi pranzo e mi rilasso un po’. Alle 15 ricomincio a lavorare e alle 18 stacco. Vado a correre oppure a lezione di pilates. Poi mi faccio una doccia e ceno. E per un paio d’ore, finché non crollo, mi rilasso sul mio amato divano, leggendo un libro, guardando una serie, o ascoltando musica.

Guarda che ti sento mentre dici: “Praticamente fai la stessa vita che facevi quando lavoravi in ufficio!”. E ti dico che ti sbagli di grosso. Perché durante le mie otto ore di lavoro faccio anche altro.

La tecnica del pomodoro

La svolta è arrivata quando ho sentito parlare per la prima volta della tecnica del pomodoro. All’inizio mi sembrava una baggianata, come un buon 90% delle cose che sono diventate parte integrante della mia vita (qualche esempio: il Bullet Journal, il running, il chia pudding).

Non seguo il metodo alla lettera perché ovviamente l’ho modificato un po’ per adattarlo a me. Il mio pomodoro dura 45 minuti, seguito da 15 minuti di pausa.  Nei 45 minuti del pomodoro lavoro e basta. Nei 15 minuti di pausa faccio di tutto. Di tutto sta per: carico la lavatrice, stendo i panni, pulisco il forno, spazzo per terra, cucino un condimento per la pasta. Ma anche: mi limo le unghie e mi metto lo smalto, mi lavo i capelli, mi depilo le gambe, scrivo una mail a un’amica, preparo una torta 7 vasetti.

Che meraviglia, la routine!

Risultato?

  • Lavoro in media 6 ore al giorno, 6 ore effettive ed estremamente produttive.
  • Ho casa sempre abbastanza in ordine e pulita e durante il weekend non sono costretta a vestire i panni cenciosi di Cenerentola.
  • Sono sempre presentabile e se mi capita un impegno imprevisto non arrivo con i capelli unti o lo smalto scrostato.
  • Faccio tre veri pasti al giorno, preparati da me, senza maltrattare lo stomaco infliggendogli cibo da congelatore e microonde.
  • E soprattutto riesco a ritagliarmi dei momenti di puro relax per fare le cose che mi piacciono e mi fanno stare bene.

Ovviamente certe volte sgarro. Per esempio se mi capita un giorno che proprio non ce la faccio e fuggo al mare. Oppure se prendo troppi lavori e mi ritrovo a fare gli straordinari dopo cena. Ma il più delle volte le mie giornate somigliano molto alla mia giornata ideale. E sai cosa? Più passa il tempo, più mi rendo conto che non devo sforzarmi di attenermi al programma ma che il programma è diventato routine, una routine sana e rodata che mi ha trasformata in una freelance felice.

Lo sai che con L'anno che verrà impari anche a crearti una routine quotidiana?

 

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Ciao, sono Chiara Manfrinato e metto a punto strategie brainmade with ♥ per piccoli business unici.

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