Cosa hanno in comune la skincare e la brand identity?

8 Gen, 2018 | Branding

C’era una volta una ragazza che non si sapeva truccare

Da adolescente, come buona parte delle adolescenti, spendevo una bella fetta della mia paghetta settimanale in cosmetici di dubbia qualità. Nella mia trousse c’erano un fondotinta del colore sbagliato, una cipria pesantissima e color Morticia, fard che nemmeno Moira Orfei, ombretti di tutti i colori dell’arcobaleno e rigorosamente sbrilluccicanti, gloss collosi, e simili orrori.

Mi truccavo con quella robaccia, e quando mi guardavo allo specchio, pensavo che forse stavo meglio senza niente addosso, acqua e sapone.

Quindi ho smesso di truccarmi, e per anni mi sono concessa giusto un filo di matita, una passata di mascara, e nei giorni migliori un po’ di terra.

Ma di recente una mia amica mi ha spalancato le porte del magico mondo della skincare e del make-up.

Confesso di non aver ceduto subito. Non è stato facile superare le resistenze. A ogni suo affondo, rispondevo: Non mi interessa, non so truccarmi, non ho tempo, sono pigra.

Poi, non so esattamente come, mi sono ritrovata intrappolata in un vortice di recensioni e tutorial e, in poco tempo, sono diventata una fanatica di trucco e soprattutto di skincare.

Le domande giuste

La svolta è arrivata quando ho chiesto a quella mia amica di consigliarmi un fondotinta. E lei, per tutta risposta mi ha domandato: Che tipo di pelle hai? Io mi sono un po’ alterata, ho rischiato di mandarla a quel paese, perché mi sembrava una domanda assolutamente fuori tema.

Insomma, volevo che mi consigliasse una buona marca di fondotinta, non che mi sottoponesse a un test dell’epidermide. Perché non avevo capito niente. Niente di niente.

Mi ha spiegato che tutto comincia da lì: dalla pelle e dalla skincare e solo dopo si può passare ai trucchi veri e propri. Ero perplessa, lo confesso. Così mi sono messa a studiare. E ho scoperto che aveva ragione, anzi ragionissima.

Una pelle splendida

Io, per esempio, pur avendo la pelle normale, usavo una crema per pelli secche, peraltro in maniera molto sporadica. Diciamo quando me lo ricordavo, tipo una volta ogni due settimane. Quindi avevo la pelle arida ma allo stesso tempo oleosa.

Le rare volte che mi truccavo, poco e male, poi non mi struccavo. Tutt’al più arraffavo due salviette e mi sentivo a posto con la coscienza. Quindi avevo anche la pelle impura, spenta, grigiolina.

Perciò mi sono armata di santa pazienza, ho stabilito che la mia pelle è normale, un po’ oleosa sulla zona T, poco problematica, senza discromie o irregolarità, e sono andata a comprare un po’ di creme, cremine, gel e compagnia. Niente di che, roba da supermercato, ma adatta alla mia pelle.

Ho creato la mia routine di skincare quotidiana. La mattina mi lavo la faccia con un gel detergente, e vado di tonico, poi crema per il contorno occhi, crema idratante da giorno, balsamo per le labbra, e mi trucco. La sera tolgo via tutto: olio struccante, poi acqua micellare, un esfoliante delicato un paio di volte alla settimana, tonico, una maschera un paio di volte la settimana (di solito nei giorni in cui faccio lo scrub) e poi crema per il contorno occhi, crema idratante da notte, e balsamo per le labbra.

Dopo qualche giorno, avevo già una pelle splendida: liscia, luminosa, di un colore sano. Ed ero pronta per passare allo step successivo: il make-up.

Skincare : brand identity = make-up : strategia

L’altra sera, mentre tenevo in posa una maschera purificante, mi è venuta in mente una specie di stramba equazione: la skincare sta alla brand identity come il make-up sta alla strategia.

Quando non sapevo che tipo di pelle avevo, quando usavo creme a caso e solo se me lo ricordavo, avrei potuto spendere una fortuna per comprare i cosmetici migliori e più costosi, ma i risultati sarebbero stati molto deludenti.

Adesso che so che tipo di pelle ho, che me ne prendo cura con regolarità e con amore (no, non è una rottura, sono due momenti della giornata in cui mi concedo il lusso di coccolarmi, ed è bellissimo), anche con prodotti dai prezzi accessibili, e dopo aver visto ore e ore di tutorial su YouTube, ho una pelle splendida, cioè una tela liscia e pulita che posso truccare bene e ottenendo grandi soddisfazioni.

Se non sai chi sei, cosa fai, come lo fai e per chi lo fai, puoi anche evitare di investire in un sito, in un logo, o in generale nella tua strategia di comunicazione e marketing, ed eviterai di buttare via i soldi. Se non sai chi sei, cosa fai, come lo fai e come lo fai, non ci può essere strategia.

Comincia da lì, dalla tua brand identity. Non è affatto facile, non è nemmeno una cosina che si fa in un paio di giorni, e ti dico di più, potrebbe rivelarsi anche un’esperienza faticosa, frustrante e decisamente non indolore. Ma devi partire da lì, non hai scampo.

Se poi vuoi fare bingo, dedicati sia alla skincare che alla brand identity, e avrai una pelle splendida ma anche un business splendido!

Perché sia che si tratti di skincare, sia che si tratti di business, c’è uno schema da seguire: farsi le domande giuste, trovare le risposte, e poi agire.

♫ Voglio una pelle splendida – Afterhours

Con Faccio sul serio ti aiuto a capire chi sei, cosa fai, come lo fai e per chi lo fai e a rendere il tuo business splendido!

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E ogni settimana faccio capolino per dirti: Ehi, c'è un nuovo post sul blog. Ti va di leggerlo?

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1 commento

  1. Clara Nubile

    Che bello questo modo così “connettivo” di scrivere i post, di legare insieme tante cose che insieme ci stanno bene. Anche questa è strategia 🙂

    Rispondi

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